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3 GIORNI IN MONTAIN BIKE OFFERTA

 

 

€ 45,00 al giorno e a persona* 

Cena tipica, pernottamento e colazione a buffet in camera doppia.

Minimo 2gg 

 

OFFERTA CAMERA FAMILY( minimo 4 adulti):

€ 40,00 al giorno e a persona** 

Minimo 2gg : Cena tipica, pernottamento e colazione a buffet in camera family


1^ tappa: DA AMANDOLA A MONTEMONACO


Lasciata Amandola, si inizia a pedalare in lieve discesa e senza troppa fretta alla volta di Montefortino. La strada è orlata di querce, lecci e aceri, mentre in alto si riconosce il più tipico pascolo di montagna. La discesa termina dopo un paio di chilometri, poi inizia la risalita verso la prima tappa del viaggio ,Montefortino,che si raggiunge dopo 4 chilometri Lo scenario è da rimanere senza fiato. Dopo aver pedalato in un contesto di campagna,ci si trova di colpo al centro di un anfiteatro di montagne vere, con cime che superano i 2.000 metri. Montemonaco sorge a quota 1080, Montefortino non raggiunge i 500 metri: il dislivello è sostanzioso, ma i chilometri sono10,3, quindi la pendenza è ben distribuita. L’unico tratto davvero impegnativo lo si incontra nella coppia di curve dopo il Camping Montespino. Per il resto si sale regolari. Si arriva a Montemonaco con un ultimo strappo proprio in coincidenza con il bivio per Ascoli Piceno.

Nella piazzetta del paese, l’hotel Monti Azzurri vi aspetta!

Cosa mangiare? Il cinghiale è sovrano, l’agnello dei Sibillini non è da

meno. Tartufi (nero e bianco) e funghi dai porcini, russole e semplici prataioli. Non c’è che l’imbarazzo della scelta!

Dopo una lauta cena e un  meritato riposo, all’indomani si riparte: le gole dell’Infernaccio vi aspettano!


2^ tappa: L’INFERNACCIO, SAN LEONARDO E CAPO TENNA


DISLIVELLO 1.061 metri

TOTALE CHILOMETRI SALITA 7,4

LUNGHEZZA 16,8 chilometri

TOTALE CHILOMETRI DISCESA 6,0

INDICE DIFFICOLTÀ medio

FONDO Sterrato, tratti sassosi 

Una ricca colazione a buffet arricchita da dolci esclusivamente fatti in casa vi accoglie al risveglio: crostata, ciambellone, torta di mele, miele locale e marmellate, tante energie per affrontare un nuovo giorno!

A pochi km dall’hotel si entra nella gola dell’Infernaccio. La luce che filtra dall’alto, mentre il Tenna sotto scroscia e percuote la roccia umida. È il varco d’ingresso alle Gole dell’Infernaccio, luogo di fascino naturalistico e di miti medievali da mandare a mente prima di affrontarle. Ci si trova alle Pisciarelle, all’ombra gelida dello strapiombo da cui l’acqua gocciola da secoli e per questo ha guadagnato al luogo questo nomignolo a dir poco originale.  L’eremo sta sulla cima di un colle alto 1.119metri ed ha una storia assai antica. I monaci farfensi lo costruirono tra il nono e il decimo secolo, probabilmente sui resti di un antico tempio pagano. Dopo due chilometri di salita, il portico in pietra è la prima cosa che si vede e invita alla meditazione e al riposo. Benvenuti in paradiso...

L’arrivo a Capo Tenna è dolce e rallegrato da una fontana impagabile giusto all’imbocco del piazzale. In cima non ci sono rifugi né bar né altro. Siamo in un contesto assolutamente selvaggio in cui, al di là di qualche escursionista, l’unica compagnia può essere quella delle vacche che pascolano paciose e indisturbate. La via del ritorno è pressoché la stessa.

Lo chef Graziano al vostro rientro vi delizierà con la sua prelibata zuppa di porcini da assaporare in tutta tranquillità


3^  tappa: SENTIERO DEI MIETITORI


DISLIVELLO 1.011 metri

TOTALE CHILOMETRI SALITA 9,1

LUNGHEZZA 12,7 chilometri

TOTALE CHILOMETRI DISCESA 3,5

INDICE DIFFICOLTÀ medio

RAPPORTI SUGGERITI Standard mtb 

Al mattino di buon ora, inebriati dal profumo di una buona tazza di caffè ci saluteremo come vecchi amici. Il vostro viaggio continua, mentre noi resteremo a custodire il magnifico patrimonio certi di aver lasciato nel vostro cuore un magnifico ricordo! Sarà un arrivederci!


“IL SENTIERO DEI MIETITORI VI ASPETTA!!!

Raggiunto il  centro di Vallegrascia, una breve discesa vi introduce all’avvio della salita, su stradina bianca e sassosa, che passa attraverso il lavoro dei boscaioli e i loro trattori, risalendo un torrente fresco e silenzioso cui, al primo punto di attraversamento, attingerete per riempire la borraccia. Prima tratti rettilinei, poi qualche svolta nel bosco che concede respiro dalla calura, poi se ne esce e allora arrivano i tornanti. In 2,86 chilometri dal paese, si passa così a quota 1.175,2 (chilometro 4,74 dall’avvio) dopo che al bivio posto al chilometro 4,06 (1.109 metri) e indicante a destra Altino-Tofe-Rubbiano, avete preso a sinistra verso Colle, infilandovi in un single track tra le felci che nei primi 80 metri vi costringerà a scendere di sella e spingere. Di colpo la durezza della montagna cede il posto alla sensazione di trovarsi in una campagna coltivata, sia pure ben sopra i mille metri. Si pedala sull’erba,con il monte Vettore sulla destra e lo sguardo che davanti si perde verso i Monti della Laga. I campi sono stati mietuti di recente e questo vi fa pensare all’istante al nome del piano  cui vi trovate a pedalare: il “sentiero dei mietitori”, che si spostavano da questa parte dei Sibillini alla piana di Castelluccio per seguire il loro stesso lavoro. In alto (23 metri più su che si colmeranno in 270 metri di stradina ripida) sorge la chiesa di Santa Maria in Pantano, protetta dai pini e da una storia che, a distanza di così tanti anni, continua ad essere misteriosa.

Dalla chiesa si scende nello scampanare di pecore che da qualche parte più in alto, tra la macchia e la cima, brucano indisturbate .

La stradina ora costeggia la base del Vettore, passando davanti a piccoli rifugi di pastori e DA VALLEGRASCIA  si può proseguire lungo la VIA PER FORCA DI PRESTA.